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Esercizi spirituali

Avvisiamo che dal 15 al 22 gennaio 2023 la nostra Comunità vivrà i suoi Esercizi Spirituali

Nelle domeniche 15 e 22 gennaio NON CI SONO CELEBRAZIONI
e la chiesa rimane chiusa

nei giorni feriali dal 16 al 21 UNICA CELEBRAZIONE ore 7.30 S. Messa con Lodi inserite

dopo la celebrazione la CHIESA VERRA’ CHIUSA

Vi saremo vicine con la nostra grata preghiera …voi accompagnateci. GRAZIE!

ORARI di Natale

24 dicembre ( chiusa la chiesa alle 12.00 fino a sera ) ore 21.30 celebrazione Ufficio delle Letture


24 dicembre ore 22.00 SANTA MESSA DELLA NOTTE

25 dicembre ore 8.00 SANTA MESSA DEL GIORNO

1 gennaio 2023 ore 8.00 SANTA MESSA

“Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce
e lo depose in una mangiatoia,
perché non c’era posto per loro nell’albergo.”
dal Vangelo di Luca

Carissimi,
forse anche per voi questo santo Natale ha il sapore dell’attesa di Pace e di vita nuova, più umana, più credente, più libera di essere in pienezza vera e bella.
Nasce Gesù, il Figlio di Dio. E’ Lui la Pace.
Eccoci, per dirvi GRAZIE e per porgervi un augurio che diventa preghiera fiduciosa e quotidiana, per voi e tutti coloro che amate.
Buon Santo Natale e anno nuovo di PACE.
vostre
Sorelle Povere di S. Chiara

“Si considera sempre che la vita è scarsa. E perciò non c’è posto per tutti!

Tre conseguenze sono da avvertire con più lucidità in questa ora tragica. La prima è che la fraternità non è una bella favola, un prodotto allo stato naturale, ma una tensione polare perché si tratta di un legame non scelto e avuto in sorte e di necessità ambivalente, sospeso tra la vita e la morte. Ne segue che bisogna vigilare sulla propria paura. Perché non si trasformi in violenza e aggressività. La seconda è che ci vuole il padre perché la relazione tra i figli sia davvero fraterna. Se manca questo “terzo” il conflitto è inevitabile. Ecco perché solo una dimensione tran-scendente garantisce la pace. Se la paternità è ritrovata anche la fraternità può essere un laboratorio di trascendimento dei propri limiti e della situazione. Infine, la terza conseguenza è che la fraternità non è una solidarietà che nasce dal “dover essere”, ma “dal fatto che tutto è connesso”. Richiede, insomma, uno sguardo allargato che allena alla diversità e all’alterità. Gridare che “c’è posto per tutti” è l’unica condizione per garantire la pace.

Domenico Pompili, Vescovo di Verona